E così la prima settimana a Toronto è finita.. anche se a me sembra di essere qua da molto più tempo! Il fuso mi da ancora qualche problema, e dopo il 20° dei primi giorni gli ultimi tre ce ne sono stati meno di 10. Però piano piano sto iniziando a "diventare amica" della città, a conoscerla, a scoprire tutti gli angoli più strani.
Questo weekend è stato molto produttivo dal punto di vista fotografico: 150 foto in due giorni!
100 le ho scattate alle Toronto Islands, di fronte alla città. Sabato mattina mi sono svegliata convinta di volerci andare e il cielo grigio non mi ha fermato. Ho preso tutti i mezzi possibili: bus, subway, streetcars e finalmente nave. Proprio mentre il battello lasciava il porto, il vento ha spazzato via le nubi e ne è rimasta solo qualcuna bianca sopra i grattacieli. Adoro quel tipo di cielo che io chiamo "africano", perchè è lo stesso che c'è in Africa dopo i temporali. Lo adoro perchè è il più azzurro di tutti, e perchè quelle nuvole nelle foto sembrano panna montata. E così ho scattato un centinaio di foto: a Lake Ontario, allo skyline di Toronto, alla CN Tower, agli scoiattoli, alle casette di Ward's Island che sembravano uscite da una favola, al porto di Centre Island, allo scuolabus giallo, ai prati verdi. Poi mi sono seduta su una panchina al sole e ho respirato l'aria canadese; nonostante davanti a me ci fossero i grattacieli di una città abitata da 6 milioni e mezzo di persone, mi sembrava di essere sulle Alpi da quanto era pulita.
Questa mattina invece il cielo non è stato di nuovo così gentile, ma mi ha rovesciato addosso qualche litro di acqua. Io comunque non mi sono fermata e sono andata a Kensington Market, il quartiere (dicono) più fotografato della città. Poi ho capito perchè: è un mix di razze, negozi, culture, cibi. E poi ci sono tantissimi murales colorati, che per un attimo mi hanno riportato a Venice Beach.. anche se il clima ovviamente era molto differente.
Ho scattato circa 50 foto in un ora e mezza e alla fine non avevo più sensibilità nelle mani per colpa del freddo, ma è bastato un chai latte (di origine indiana) in una caffetteria (ungherese) per stare meglio. Potrà sembrare strano sentirmelo dire visto che sono italiana, ma il cibo è una delle cose che mi piace di più qui: è come se ogni giorno potessi decidere in che parte del mondo mangiare: lunedì Thailandia, martedì India, mercoledì Cina, giovedì Messico, venerdì Giappone, sabato Polonia, e domenica.. Italia! Eh si, questa sera cucino io: spaghetti alla carbonara :) e poi un espresso con la mia moka portata da casa.
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